Processo Giudiziario Sfratto per Precarietà

PROCESSO GIUDIZIARIO SFRATTO PRECARIO

L’occupazione delle case o il loro possesso senza pagare l’affitto attualmente derivante dal Covid è aumentata a causa della situazione economica del Paese. Questo ci porta a trattare in questo blog cosa sia lo sfratto per precarietà raccontato dagli avvocati civilisti.

1. CONCETTO DI PRECARIETÀ

La figura del precario o ciò che viene inteso come precario non è chiaramente definita nel nostro ordinamento, tanto che tale istituto è stato definito dalla giurisprudenza. Come stabilito dalla  Suprema Corte, Sezione Civile, nella sentenza n. 300/2015 del 28 maggio (Rac. 1355/2013) :

“Quanto al precario, in quanto istituto del diritto romano (precarium, de preces) non è specificatamente disciplinato nel codice civile , anche se viene citato il diritto processuale civileed è sviluppato dalla giurisprudenza. Può essere considerata una forma di comodato (articolo 1750 CC) o una semplice situazione di possesso. La giurisprudenza ha considerato la precarietà in un senso molto ampio, senza entrare in concettualizzazioni dogmatiche. Si considera in tutti i casi di godimento o semplice possesso di una cosa senza titolo e senza pagamento di contributo o di detenzione di cosa con tolleranza o per conto del suo proprietario o senza di essa, priva di titolo o abusiva; Lo riassume come una situazione di fatto che implica il libero uso di qualcos’altro; in ogni caso mancanza di titolo che giustifichi il possesso; e comunque, senza pietà”.

Possiamo quindi indicare come definizione di precario l’uso di un bene altrui senza pagamento di affitto o somma alcuna, e il cui possesso legale non gli corrisponde per mancanza di qualsiasi titolo che lo giustifichi (o perché non lo ha mai avuto) oppure è già andato perduto). ) anche se ne godi del possesso.

2. QUANDO C’È UN CONTRATTO PRECARIO

Da segnalare l’interessante  sentenza della TS, Camera Civile, n. 1022/2005 del 26 dicembre (Rec. 1551/1999) , che menziona il caso del possesso concesso a titolo gratuito e revocabile, e possono esserci 3 possibilità:

  1. È una questione di possesso concesso, e che ha la sua origine in un contratto: “Deve esserci un rapporto contrattuale autentico che giustifichi il possesso. Si verifica quando il proprietario ha fatto graziosa concessione del bene senza fissarne l’uso o la durata. Vanno applicati gli effetti che il  CC  attribuisce al comodato, per cui l’art. 1750  CC  -senza dimenticare le limitazioni stabilite dall’art . 1749  CC quando è stato concordato un uso specifico e specifico. Si deve tener conto che il rapporto contrattuale deve essere chiaramente indicato, sebbene possa dedursi anche dagli atti taciti delle parti. Ma se, cessato tale uso, il concedente non esige la restituzione dell’immobile dato in comodato, la situazione dell’utente è quella di un precario.»
  2. Che sia un possesso tollerato dalla condiscendenza o dall’approvazione del proprietario.
  3. Possesso senza titolo , sono situazioni in cui la persona possiede la cosa senza aver mai avuto un titolo che la legittimi, né l’approvazione o l’autorizzazione del proprietario per il suo possesso, implicando quindi un’espropriazione del possesso da parte dell’occupante.
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3. REQUISITI PER IL PROCESSO DI SFRATTO 

Per avviare l’azione di sfratto nei confronti dell’affittuario, dell’usufruttuario, dell’occupante o del soggetto proprietario dell’immobile, locale commerciale o capannone industriale, i requisiti sono:

  1. Che l’  attore detiene il diritto di possedere la proprietà come proprietario, usufruttuario o qualsiasi altro diritto reale o personale che gli dia il diritto di goderne . L’attore sarà colui che ha titolo valido al godimento dell’immobile, e deve essere il proprietario, l’usufruttuario o l’affittuario.
  2. Possesso materiale da parte del convenuto della proprietà di cui si chiede il recupero senza giusto titolo.
  3. Che il convenuto goda della proprietà senza titolo che giustifichi l’uso o il godimento della proprietà e senza pagare affitto o alcuna sovvenzione . Non va inteso che il pagamento di consumi o riparazioni possa essere inteso come pagamento al legittimo titolare di qualsiasi reddito.
  4. La  perfetta identità del bene , tanto che il possesso reale e materiale ricade sullo stesso oggetto.

 

4. DISCIPLINA GIURIDICA DELLO SFRATTO PER PRECARIETÀ

Articolo 250.1. 2° della LEC prevede quanto segue: “ Saranno decise in giudizio verbale le seguenti domande, qualunque sia il loro importo: quelle che chiedono il recupero del pieno possesso di un bene rurale o urbano, trasferito in condizioni precarie, da parte del proprietario, usufruttuario o qualsiasi altra persona avente il diritto di possedere detti beni”.

5. PROCESSO VERBALE DI SFRATTO PER PRECARIETÀ

Il processo verbale per precarietà è il procedimento giudiziale utilizzato dai proprietari di immobili che siano stati privati ​​del possesso dell’immobile contro la loro volontà, o che lo abbiano volontariamente ceduto a titolo gratuito ma a fronte del rifiuto della restituzione e dell’abbandono dell’immobile. sono obbligati a procedere allo sfratto per via giudiziaria per accedere all’abitazione in possesso dell’occupante, seguendo le procedure del Processo Verbale ai sensi dell’articolo 250.1º.2º LEC.

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A) Foro competente in materia di sfratti

Per le procedure di sfratto per precarietà sarà competente  il tribunale del luogo in cui si trova l’immobile . ( Art. 52.7 LEC )

 B) Processo di sfratto per legittimazione attiva

 La  legittimazione attiva  spetta al proprietario, all’usufruttuario o a qualsiasi altra persona avente diritto a possedere la proprietà. È richiesto il possesso reale ed effettivo, quindi è necessario che l’attore abbia un  titolo valido .

  1. Il proprietario deve provarlo attraverso qualsiasi titolo legale valido che certifichi l’acquisizione della proprietà dell’immobile, indipendentemente dalla sua iscrizione nel Registro Immobiliare.
  2. Nei casi di usufrutto sul bene, la legittimazione attiva spetta all’usufruttuario e non al proprietario, che è colui che detiene, a titolo valido, la capacità di godere e di usare il bene.
  3. L’  inquilino avrà legittimazione attiva  a presentare domanda di sfratto per precarietà, poiché è l’effettivo possessore dell’immobile locato, per cui è sufficiente il titolo di proprietà dello stesso. Nel caso in cui il contratto di locazione su cui si basa questo possesso venga risolto, l’affittuario viene privato di questo titolo che lo legittima, e passa nella situazione di mero inquilino precario.

C) Processo di sfratto per legittimazione passiva

Per quanto riguarda  la legittimazione passiva,  ricadrà su  chiunque occupi un immobile senza un giusto titolo a sostenerlo e senza pagare alcun affitto per esso. Evidenziamo qui la novità introdotta dalla  legge 5/2018, dell’11 giugno,  che ha consentito la  possibilità di citare in giudizio gli occupanti sconosciuti dell’abitazione, ovvero si può intentare una causa di sfratto contro gli occupanti di un’abitazione non conosciuti. identità.

D) Come avviare uno sfratto: causa di sfratto

Come ogni procedura civile, si avvia presentando una causa di sfratto ai sensi delle disposizioni dell’articolo 437.1 LEC, sotto il contenuto di un processo ordinario, e la causa deve essere presentata davanti al Tribunale di primo grado del luogo in cui si trova Trova l’immobile.

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E) Decreto di ammissione del reclamo

Una volta distribuito e ricevuto il reclamo davanti al Tribunale Competente, verrà esaminato dall’Avvocato dell’Amministrazione della Giustizia, in modo tale che siano soddisfatti tutti i requisiti di cui parliamo al punto 3 di questo blog e al punto 5. Se Ricorrenti i requisiti per la domanda, essa sarà ammessa con Decreto, intimando al richiedente precario di rispondere entro 10 giorni , con ricorso per riesame entro 3 giorni.

F) Risposta al reclamo

Una volta ricevuta la domanda, il precario potrà procedere a rispondere alla domanda adducendo il motivo per cui ritiene che la domanda debba essere respinta e dovrà pronunciarsi sull’opportunità di tenere un’udienza. Il termine per rispondere alla richiesta di sfratto è di 10 giorni come abbiamo già detto.

G) Accuse riguardanti il ​​processo di sfratto precario

Una volta data risposta alla domanda, al ricorrente verrà intimato di avanzare accuse circa la necessità o meno di tenere un’udienza, il cui termine è di 3 giorni.  Se nessuna delle parti chiede lo svolgimento dell’udienza, il tribunale emetterà una sentenza senza ulteriori formalità. Se solo una delle parti lo richiede, l’Avvocato dell’Amministrazione di Giustizia indicherà la data e l’ora della sua celebrazione. In ogni caso, basterà che una delle parti ne faccia richiesta affinché il Procuratore dell’Amministrazione di Giustizia indichi il giorno e l’ora della sua celebrazione, entro i successivi 5 giorni.

In  tutti i casi di sfratto , l’ imputato nel provvedimento di sfratto sarà inoltre avvertito   che, qualora  non si presenti all’udienzalo sfratto verrà dichiarato senza ulteriori formalità e che sarà citato a ricevere la notifica della sentenza che sarà emessa. il sesto giorno successivo a quello fissato per l’udienza . Parimenti, nella delibera emessa con convenuto contrario, verranno fissati il ​​giorno e l’ora dell’eventuale lancio, che dovrà essere verificato entro 30 giorni dalla data fissata per l’udienza, avvertendo il convenuto che, Se la sentenza è di condanna e non viene impugnata, il lancio verrà effettuato alla data stabilita, senza necessità di successiva notifica.

H) Sentenza del processo di sfratto precario

La  sentenza sarà pronunciata entro 5 giorni dalla conclusione dell’udienza , come stabilito dall’art  . 447 della LECIl giudizio verbale di sfratto per precarietà, in ragione della natura plenaria del processo,  gode di pieni effetti di res judicata.

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